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Introduzione:

A dispetto di ciò che si crede, gli uomini del nord non vestivano solo pellicce e lana pesante: nelle torbiere sono stati ritrovati tessuti pregiati quali lane leggere e sottili, lini altrettanto sottili da potervi guardare attraverso, ricami e passamanerie opera di un minuzioso lavoro al telaio e colori.

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Esempio di due fibule a tartaruga usate per decorare una sopravveste a grembiule.

Alcuni esami sui campioni ritrovati indicano la

preferenza per un abbigliamento variopinto sia per gli uomini che per le donne. Ovviamente la qualità delle tinture, la carica della tinta e la pregiata fattura dei filati variano a seconda della disponibilità economica di chi li portava, ma in generale non si può dire che ai vichinghi mancasse un certo gusto estetico, forse chiassoso e di un’eleganza che oggi definiremmo pacchiana. In particolare le tombe maschili sono stati ritrovati anche gioielli come bracciali, collane e medaglioni, fibule di ogni genere per chiudere il mantello, per chiudere lo scollo della tunica, per decorare la sopratunica, per trattenere le fasce attorno ai polpacci. Il che, in un’ottica moderna, fa pensare che potessero essere più “tamarri” di quanto pensassimo, soprattutto perchè certi ornamenti sono molto pesanti e vistosi. Tutte le popolazioni germaniche in nord Europa indossavano vestiti simili. Ciò nonostante esistevano delle variazioni all’interno delle terre abitate dalla gente di costume vichingo: la prima grande differenza è quella che divide lo stile delle regioni nordiche (attuali paesi scandinavi) da quelle regioni posizionate a est (est Europa, Russia).


Abbigliamento maschile:

In generale di può dire che l’abbigliamento maschile base era costituito da:

  •  Una tunica lunga fino alle ginocchia, svasata in fondo.
  •  Brache dal taglio dritto (Nord) o molto ampie (Est), strette in vita da un laccio (come i pantaloni di una tuta moderna) oppure provvisti di passanti (proprio come i nostri jeans) e stretti da una passamaneria usata come cintura.
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    Abbigliamento quotidiano maschile.

La possibilità di vestirsi di più strati e di materiali più o meno preziosi differenzia lo status di chi li indossa, perciò un uomo libero, a differenza di uno schiavo, può indossare anche una sopratunica (kyrtill) di lana pesante, decorata con ricami o passamanerie a seconda dell’occasione e dello status sociale. Si può optare, nei mesi meno freddi, per una tunica di lino e una sopratunica di lana. La gonna delle tuniche è ampia e lunga fino alle ginocchia, e può essere rimborsata nella cintura all’occorrenza. Un’altra caratteristica tipica dell’abbigliamento maschile sono le fasce attorno ai polpacci, usate per praticità per mantenere le brache aderenti attorno ai polpacci e per tenere calde le gambe.

Pur non esistendo il concetto di biancheria intima, sono state trovate brache e mezze brache di lino, indossate sotto le brache pesanti e strette in vita da un cordino.

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Un esempio di abbigliamento maschile


L’eleganza maschile si misura in base ai colori, ai ricami e alle passamanerie, spesso molte e usate come cinture a cui appendere la scarsella, chiavi, scramasax (in occasioni eleganti e non in battaglia quando è più pratica una cintura di cuoio). Le passamanerie sono in uso anche per stringere brache e tuniche attorno alla vita, una per ogni indumento. La cintura di cuoio di solito va al di sopra della sopratunica. La presenza di fibule è un altro segno di eleganza. Le spille possono essere di materiali poveri o preziosi, decorate con forme stilizzate che spesso sono ispirate al mondo animale oppure con simboli religiosi. Una fibula a omega di bronzo o ferro è pratica per chiudere il mantello, un uomo ricco userà una fibula più elaborata, magari decorata con un simbolo cristiano o pagano, e di metallo più prezioso.

Abbigliamento femminile:

L’abbigliamento femminile base è costituito da:

  •  Una veste lunga fino alle caviglie, scollo rotondo o accollato a barca con spacchetto verticale (giusto per far passare la testa).
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Abbigliamento quotidiano femminile.

Tale abbigliamento può essere arricchito da una sottotunica di lino. Non esisteva biancheria femminile. La sopravveste a grembiule (immaginate uno scamiciato dalla scollatura rettangolare, aderente al seno e svasato, si chiude a portafoglio con i due pannelli che si sovrappongono sul davanti) è un indumento che distingue le donne libere dalle schiave, data la quantità di stoffa che serve per confezionarlo. In occasioni che esulano dalla quotidianità è appuntato con due fibule a tartaruga, posizionate sullo sterno, sopra il seno, magari unite con catenelle semplici o decorate con perle di vetro, pietre o ambra. Quest’ultima è segno di uno status sociale elevato. Le fibule a forma di guscio di tartaruga sono considerate un simbolo di ricchezza e status sociale elevato. Una donna con una buona posizione sociale esibirà le sue fibule, magari di metalli preziosi, e quante più catenelle possibili. Un altro segno distintivo di una donna di buona famiglia sono le chiavi appese alla cintura, tipiche delle raffigurazioni di Frigg, dea del focolare e del vincolo coniugale, insieme ad altri orpelli femminili come un pettine, una scarsella o un falcetto da uso quotidiano. Le donne indossano anche collane decorate da pietre semi preziose o perle di vetro, amuleti o croci. Le collane d’ambra sono rare e costose. Fibule per chiudere mantelli e vestiti. Gli orecchini e anelli sono rari e tipici di donne ricche. Oro e argento sono scarsi e appannaggio di donne di ceto sociale elevato. Per tutte le altre c’è il bronzo e il ferro, all’occorrenza gioielli di pasta di vetro colorata.
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Abbigliamento di una donna sposata di buona famiglia.

Dal momento che anche la più ricca delle donne non se ne stava senza fare niente e che quanto meno sedeva a ricamare o tessere al telaio al caldo del proprio focolare, certamente non vestiva tutti i giorni come se avesse dovuto partecipare a una festa. In generale gli abiti molto lunghi o molto ampi venivano indossati probabilmente solo in occasioni che esulavano dalla quotidianità, così come i pesanti gioielli. Nelle faccende quotidiane probabilmente le donne indossavano vesti di lana, scialli e anche fazzoletti legati sul capo per raccogliere i capelli, qualche frivolezza come uno spillone decorato di pasta di vetro per appuntare il velo, lo scialle o il mantello, collane semplici o simboli religiosi. E’ incerto se il velo, inteso come una sorta di foulard chiuso con un nodo sul capo, distinguesse le donne nubili da quelle sposate, ma sicuramente aveva una sua utilità pratica.


Indumenti comuni:

Indumenti per stare al caldo:

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Pellegrina

Pellegrina: piuttosto comune per uomini e donne. La pellegrina è di fatto un cappuccio che spesso finisce con una lunga punta che ricade floscia, con stoffa a sufficienza per coprire le spalle o metà busto. Più leggera e pratica rispetto al mantello. Si infila semplicemente la testa.


Mantello: comune per uomini e donne, di lana rettangolare, necessita di una fibula per essere chiuso attorno al collo. Può essere di materiali comuni o impreziosito da ricami passamanerie e fibule importanti a seconda dello status sociale di chi lo indossa.


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Kaftano

Kaftano: il kaftano un cappotto di lana di lunghezza variabile dal ginocchio alle caviglie a seconda dell’uso, della praticità e della ricchezza di chi lo indossa (sia uomini che donne), lasciato aperto, chiuso da una cintura o da bottoni di osso o legno. I lembi del cappotto si possono incrociare o accostare, a seconda della disponibilità di stoffa. E’ un capo di abbigliamento che denota uno status (medio-alto) a seconda dei colori, dei ricami, dell’uso di adornare le maniche di passamanerie o della qualità delle pellicce.

Cappotto: il cappotto femminile si distingue per la lunghezza (circa alle caviglie) e la forma svasata simile a quella di una veste. Di solito si chiude all’altezza del seno con una spilla. I decori e la qualità dei materiali contribuiscono a indicare quale sia lo status sociale (medio-alto) della donna.

Cappelli: uno dei più comuni è quello di lana fatto a calotta, foderato o decorato all’esterno di pelliccia, simile a un colbacco.

Scarpe: Infilate pesanti calze di lana, le scarpe sono simili sia per uomini che per donne. Stivaletti alla caviglia o a metà polpaccio, chiusi da lacci o alamari di legno, all’occorrenza impermeabilizzati con grasso animale (prima di un viaggio, per esempio). Per affrontare viaggi tra la neve si possono indossare zoccoli di legno che si infilano sullo stivale e si legano ad esso con dei lacci attorno al piede. Ottimi per non bagnarsi troppo e non scivolare.


Abiti per classe sociale:

Esempi maschili:

Un uomo povero economizza sulle tinture, usando colori che può reperire facilmente come il verde o il giallo o il marrone, evitando dispendiosi rossi accesi o blu carichi. Indossa un paio di brache di lana, fasce per lavorare comodamente e al caldo, se è fortunato sua moglie o una donna della famiglia ricama le sue tuniche. Se deve intraprendere un viaggio poterà con sè un mantello e/o una pellegrina o un cappello di pelliccia non pregiata. Se è molto povero fermerà il mantello con uno spillone, d’osso o di metallo non prezioso, se può permettersi una fibula sarà di materiale non prezioso.

Un ricco mercante che parte per un viaggio indosserebbe probabilmente una tunica di lino, una tunica di lana e un kaftano, brache strette attorno ai polpacci dalle fasce. Una pellegrina o un cappello di pelliccia. A discrezione del personaggio se ostentare la propria ricchezza con spille o fibule vistose, ricami e passamanerie.

Un uomo libero che partecipa a un banchetto potrebbe voler sfoggiare maggior eleganza rispetto alla quotidianità, ad esempio indossando una tunica con sottotunica di lino e un kaftano ricamati, passamanerie di lino a decorare i bordi degli indumenti. Le sottotuniche sono più lunghe delle sovratuniche, così da mostrare i bordi decorati che sbucano da esse. I colori saranno più o meno carichi a seconda della disponibilità economica.

Esempi femminili:

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Abbigliamento femminile povero.

Una donna di umili origini difficilmente indosserà molto di più di una veste di lana naturale o tinta di un colore facile da reperire. Nessun colore acceso, niente di più ricco di qualche ricamo. Se è cristiana potrebbe avere una croce di legno o un qualunque talismano di materiale non prezioso. Potrebbe avere una cintura di lana intrecciata o di cuoio, nella quale raccogliere la gonna durante lavori che necessitano di ridurre l’impaccio della gonna. Nelle incombenze quotidiane facilmente coprirebbe i capelli con un fazzoletto.

Una giovane donna nubile di buona famiglia che accoglie ospiti in un’occasione di festa farà del suo meglio per indossare abiti che attirino l’attenzione, scegliendo colori sensuali come il giallo nelle sue varie gradazioni oppure l’azzurro (il blu se è di una famiglia molto ricca e solo in occasioni importanti), simbolo di purezza. La sopravveste sarà adeguatamente decorata. Se appartiene a una grande famiglia si dedicherà al ricamo e alla tessitura, perciò le sue vesti saranno ricche di ricami e bordate di passamanerie. Potrebbe indossare una collana di materiali più o meno ricchi a seconda della ricchezza della famiglia e della posizione sociale che ricopre tra le sue parenti.

La moglie di un uomo importante durante un banchetto nella sua casa indosserà una veste dalla gonna ampia e lunga, infatti lo strascico della gonna è segno di ricchezza. La sopratunica sarà decorata con passamanerie e ricami, appuntata da due fibule a forma di guscio di tartaruga e catenelle d’oro o d’argento impreziosite da pietre semi preziose e ambra. Per le vesti prediligerà colori scuri e carichi come il blu e il rosso, lasciando gli altri all’abbigliamento quotidiano. Potrebbe indossare orecchini o bracciali a seconda della sua ricchezza, di materiali quali oro o argento.


Errori da evitare:

Non esistono broccato o velluto, la seta è estremamente rara e costosa. Solo lino e lana di diversa qualità di filatura e tintura a seconda della ricchezza dell’individuo che li indossa. Non esistono camicie, camiciole, sottovesti intese come indumento intimo, solo tuniche di vario spessore e filatura. Le vesti femminili non hanno maniche a losanga o ampie e lunghe. Non esistono altre maniche se non quelle strette al polso. Per ovvie ragioni non risultano scollature vertiginose o spalle scoperte. Le vesti delle donne non hanno alcun genere di aderenza dovuta a lacci o bottoni o corsetti. Le vesti sono tuniche che si sfilano dalla testa e si stringono in vita con cinture di cuoio o di passamaneria. Non esistono collane di diamanti o rubini taglio brillante. L’uso delle pietre nell’oreficeria di questo periodo è limitato a pietre semi preziose al massimo lavorate a cabochon. Non esiste il cuoio nero e non esistono abiti neri. Il nero è un colore quasi impossibile da ottenere: vira verso il blu o verso il grigio e stinge troppo. Troppo costoso e di scarsa utilità. Gli uomini non se ne vanno in giro tutti i giorni con protezioni di cuoio o cotta di maglia. Hanno molte altre opzioni più comode e consone a situazioni non belliche.


Bibliografia:

http://www.hurstwic.org/history/articles/daily_living/text/clothing.

htm http://www.vikingsonline.org.uk/resources/authenticity/female_clothing/

http://sca.uwaterloo.ca/mjc/sca/aprond.html (La sopratunica a grembiule)


Si ringrazia Cinzia per aver scritto questo articolo.

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