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Chi erano i vichinghi? Modifica

Nell'immaginario colletivo, i vichinghi vengono ritratti come giganteschi e spaventosi guerrieri assetati di sangue che passano le giornate a saccheggiare monasteri, ubriacarsi e distribuire sana violenza gratuita indistintamente a uomini, donne e bambini.

Pagani avversi a qualsiasi altra religione, intolleranti, sporchi e ignoranti: insomma i vichinghi sono lo stereotipo del barbaro, con tanto di elmo cornuto o alato, che ti viene il dubbio che siano parenti di Asterix e Obelix.

Inutile dire che questo stereotipo è falso.

In questo articoletto andremo ad analizzare diversi luoghi comuni sui vichinghi e vi contrapporremo la verità archeologica.

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Asterix, Obelix e i Vichinghi: trovate le differenze!









Le razzie:Modifica

I vichinghi fanno l'ingresso nella storia italiana quando si affronta l'Alto Medioevo, e vengono inseriti nel contesto delle "seconde invasioni" (come se quella dei Goti fosse stata la prima!) assieme a Saraceni e Magiari.

I vichinghi entrano in scena alla fine dell'ottavo secolo dopo Cristo, con il saccheggio del monastero di Lindisfarne (793), descritto da alcuni monaci superstiti come una sorta di apocalisse, con orde di diavoli pagani che calpestano i luoghi sacri e rubano i beni ecclesiastici. Probabilmente le cose andarono così, diavoli a parte.

La verità è che tutti i vichinghi erano razziatori, ma non tutti gli scandinavi (o norreni) erano vichinghi.

La parola "vichingo", infatti, appare per la prima volta in un manoscritto anglosassone precedente al saccheggio di Lindisfarne, in riferimento a una tribù germanica che svolgeva atti di pirateria: il commento, in lingua latina, riporta "pirata vel piraticus vel wicing".

Le stesse pietre runiche riportano più volte la parola "wiking/viking/wikingu" che assume il significato di "pirateria": un certo Tosti si vanta di dovere la sua fama a saccheggi e pirateria (cioè wikingu), mentre Toki addirittura utilizza la parola "viking" come cognome al posto del tradizionale patronimico.

I vichinghi erano quindi saccheggiatori, pirati, rappresentavano quindi una parte della popolazione scandinava del periodo.

Gli scandinavi erano principalmente agricoltori, cacciatori e pescatori che, occasionalmente, potevano decidere di seguire il loro capo (o di formare un felag, cioè una "compagnia") e andare a saccheggiare qualche insediamento per gloria/bottino/dovere/moglie incinta. Il motivo principale di una spedizione, comunque, era colonizzare.

In sostanza, si andava in Inghilterra (ma anche Francia, Russia, Ucraina etc), si uccideva qualche guerriero locale e si costruiva un villaggio dove trasferirsi a coltivare la terra.

Uno scandinavo poteva fare il vichingo di mestiere, cioè essere al seguito di qualche signore della guerra e accompagnarlo in saccheggi (e guerre, che erano comunque molto simili), ma molti scandinavi erano vichinghi "occasionali", cioè partecipavano a qualche saccheggio ma generalmente conducevano una vita ordinaria a casa, e molti altri invece non erano vichinghi affatto.

La violenza: Modifica

Non raccontiamoci la favola dei barbari sanguinari che stuprano/uccidono/bevono il sangue di innocenti cristiani, nè quella del Medioevo come un periodo buio dove la violenza è di casa, mentre nell'epoca contemporanea siamo tutti amici e pacifici.

La guerra ha sempre portato violenza, ricordiamo gli abusi degli americani in Vietnam, gli stupri dei sovietici in Germania, quelli di nazisti e compagnia... e non scordiamoci dell'Isis, le torture a Guantanamo e così via.

Come oggi, ma in misura diversa, la violenza è parte della storia vichinga, come lo era per quei popoli considerati "civili" come i Franchi di Carlo Magno, colpevoli di conversioni forzate (cioè massacri) ai danni delle popolazioni sassoni.

Gli stessi vichinghi furono vittime di massacri dettati da intolleranza etnica, ad esempio Re Etelredo (1002 d. C.) ordinò lo sterminio di tutti i danesi presenti in Inghilterra.


Aspetto fisico:Modifica

I vichinghi non erano alti due metri, come pensiamo oggi, ma in base a studi statistici sui rinvenimenti scheletrici d'epoca vichinga, si è calcolato che l'altezza media dell'uomo nordico fosse attorno al metro e settanta, per le donne invece sul metro e sessanta.

L'analisi dei resti scheletrici dell'età precedente mostra che l'altezza media fosse maggiore, su metro e settantacinque, indicando che la qualità dell'alimentazione e della vita in generale deve essere peggiorata nell'età vichinga.

Verso la fine dell'epoca vichinga si assiste nuovamente a una crescita, ma si rimane entro il metro e settantacinque.

Per quanto riguarda l'igiene, gli uomini del nord erano molto più puliti di molti altri loro contemporanei: davano molta importanza alla pulizia personale (gli archeologi hanno rinvenuto numerosi utensili per la pulizia delle orecchie, oltre a pettini e forbici), e pare che si lavassero una volta alla settimana.

Il mito del vichingo sporco deriva da Ibn Faadlan che, nel suo rapporto sul viaggio nelle terre dei Rus, li descrive come un popolo sudicio con malsane abitudini: il confronto con gli arabi effettivamente spiega la terribile descrizione fatta da Ibn Faadlan, ma se confrontati con i contemporanei europei, i vichinghi erano indubbimente più puliti.


Fanatismo:Modifica

Il fanatismo più brutale conosciuto dall'Europa del Nord fu sicuramente quello cristiano.

Carlo Magno convertì a colpi di spada le popolazioni sassoni della Germania Nord Occidentale, secoli dopo si tennero le famose crociate nel Baltico per convertire, sempre a colpi di spada, le popolazioni slave del Baltico Orientale, e furono le leggi cristiane a mettere al bando i sacrifici e i rituali tipici della cultura pagana norrena.

Il Cristianesimo, in epoca vichinga, ha sempre circolato per la Scandinavia più o meno indisturbato. Gli strati più umili della popolazione hanno sempre faticato ad abbandonare le antiche religioni, mentre le elite aristocratiche e i mercanti si sono adattati in fretta alla religione cristiana, talvolta unendola al culto pagano e formando così una religione ibrida, caratterizzata da un forte sincretismo.

Gli assalti ai monasteri non si spiegano da un punto di vista religioso dle tipo "puniamo gli infedeli", "Odino lo vuole" e così via, ma semplicemente si sapeva che fossero luoghi ricchi e non difesi: erano gli obiettivi perfetti per saccheggi a rischio zero.

La tolleranza verso i cristiani è testimoniata dai viaggi di missionari franchi-sassoni-tedeschi che hanno circolato indisturbati per la Scandinavia  fin dal secolo IX: se sono sopravvissuti ai loro viaggi significa che il livello di intolleranza non doveva essere poi molto elevato.

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