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La piramide sociale:

Nella società norrena esistevano tre classi sociali: queste non erano rigide come nella contemporanea Europa feudale (riassunta nei bellatore, oratores, laboratores da Adalberone di Laon), ma esisteva la possibilità di scalata e di discesa sociale.

La maggior parte della popolazione apparteneva a quella che potremmo definire la classe media: i karl, essi erano proprietari terrieri, agricoltori, artigiani e gente più umile. Le famiglie di karl generalmente vivevano in gruppi di due o più costruzioni, quali longhouse con annessi granaio e bottega.

Sopra di loro c'erano gli jarl, la classe nobiliare. I racconti narrano che gli jarl vivevano in grandi e raffinate sale dove avvenivano diverse attività, tuttavia l'archeologia non ha mai confermato questi dettagli. Questa classe si distingueva per la sua ricchezza, misurata in termini di uomini, tesoro, navi e possedimenti: per questo il potere dello jarl dipendeva dal sostegno dei suoi seguaci, a cui lui doveva assicurare ricchezza e onore.

Infondo a tutti c'erano i þræll, i quali includevano gli schiavi (generalmente ottenuti da una razzia) e i servi, cioè gli uomini liberi che, non riuscendo a pagare i propri debiti, s'erano trovati costretti a diventare servi e a lavorare per chi aveva fatto il prestito fino a quando non avevano ripagato il proprio debito. La legge islandese prevedeva che i colpevoli di furto diventassero servi di chi era stato derubato.

Questo sistema sociale tripartito in classi viene descritto nel poema Rígsþula, nel quale al dio Rigr (spesso associato a Heimdall) viene riconosciuta la paternità di ognuna di queste classi; la verità è che vi era una maggiore stratificazione che portava a enormi cambiamenti anche all'interno del medesimo ceto.

Nobili:

Non è esistita una classe sociale “nobile” fino all'occidentalizzazione della Scandinavia, quando si forma una dinastia regnante e viene imposta una ereditarietà dei domini: prima di questo periodo esisteva un'élite composta da quelle famiglie che, col passare dei secoli, avevano mantenuto il possesso di un appezzamento di terreno la cui proprietà era diventata ereditaria, questi costituivano la proto-nobiltà norrena.


Re:

All'inizio dell'età vichinga, esistevano tanti regni regionali (Petty Kingdoms) e, tolta la parentesi di Harald Bella Chioma (872-930) non ci fu un vero e proprio Regno di Norvegia fino al secolo XI.

Il titolo di re e quello di jarl potevano essere ereditari, ma il più delle volte venivano assegnati per acclamazione dai suoi sostenitori in assemblea o venivano ottenuti con l'uso delle armi.

Il re non era considerato sacro né speciale, invece il popolo guarda a lui come una persona abile e capace a governare: il concetto di regalità era estraneo per i nordici, come ricorda Dudo di St. Quentin nel raccontare l'incontro fra un gruppo di danesi e re Carlo dei franchi. I danesi dovevano fare atto di sottomissione al sovrano baciandogli un piede, ma il loro capo si rifiutò, allora lo svolse uno dei suoi seguaci ma, anziché inginocchiarsi, il danese afferrò la caviglia del re e la tirò verso di sé con forza, fino a portare il piede alle proprie labbra, facendo cadere il sovrano.

Ci si aspettava che il re non fosse generoso solo con bevande e cibo, ma anche con abiti, armi e doni: lui doveva difendere l'onore suo e dei suoi seguaci contro gli stranieri, doveva comandare gli uomini in guerra per cui gli si richiedeva una notevole capacità bellica e un grande coraggio, poiché avrebbe dovuto schierarsi fianco a fianco con i suoi uomini.

Jarl:

Lo jarl era il capo di una comunità: poteva essere indipendente o “vassallo” di un re, ad ogni modo era l'autorità politica che comandava su un villaggio e sulle terre circostanti. Come i sovrani, anche gli jarl avevano un seguito di guerrieri (hird) che lo sosteneva in battaglia e nelle scelte politiche.

Uomini liberi:

Gli uomini liberi più potenti erano i goði, cioè i capi delle piccole comunità che furono progressivamente resi tributari dagli jarl. Questi , svolgevano anche funzioni religiose nell'ottica del paganesimo norreno e persero tutta la loro importanza con la cristianizzazione della Scandinavia, quando il loro potere in ambito spirituale fu assorbito dagli abati delle comunità monastiche.

Proprietari terrieri e mercanti:

Abbiamo già parlato della “nobiltà” composta dai proprietari terrieri di vecchia data, i quali spesso si contendevano il ruolo di jarl, ma c'erano altri uomini liberi che possedevano la terra ed erano una parte di rilievo nella società norrena: l'assegnazione della terra dipendeva dall'assemblea o dallo jarl, il quale tendeva a distribuire appezzamenti ai propri sostenitori, togliendoli ai suoi rivali.

I mercanti, benchè non possedessero terra, godevano di un'importanza simile a quella dei proprietari terrieri, in quanto disponevano di un censo elevato e avevano gruppi rilevanti di seguaci che componevano spesso i loro equipaggi o le loro scorte armate.

Artigiani e plebe:

Ad ogni modo, c'erano più abitanti che terra coltivabile, per cui la maggior parte degli uomini liberi non era composta da proprietari terrieri, bensì da artigiani, pescatori e contadini che lavoravano alle dipendenze di altri in cambio di vitto e alloggio. Inoltre vi erano anche delle famiglie che gestivano la terra altrui in cambio di un pagamento annuale pari al 10% del valore della terra.

Liberti:

Anche gli schiavi liberati rientravano nominalmente in questa classe sociale, ma la loro condizione era molto bassa: se infatti morivano senza eredi, i loro averi andavano al loro precedente padrone. Una volta sopportate le catene della schiavitù, nessun uomo avrebbe mai avuto un onore integro. Ad ogni modo, i figli di uno schiavo liberato erano da considerarsi completamente liberi in Islanda, mentre in Norvegia avrebbero portato una macchia sull'onore per quattro generazioni.

Nullatenenti:

Benché fossero uomini liberi, i nullatenenti e i vagabondi venivano considerati persino inferiori agli schiavi liberati perchè non possedevano una casa. I nullatenenti non potevano sposarsi, il codice di leggi islandesi Grágás, stabilisce che un uomo libero poteva rendere schiavo un nullatenente senza compiere reato e che era legale castrarne uno, a meno che questo non lo portasse alla morte.

Schiavi:

Gli schiavi occupavano il gradino più basso della società norrena, ed erano considerati beni mobili: non potevano ereditare nulla, né lasciare nulla in eredità, non potevano eseguire alcuna transazione economica. L'unica relazione che uno schiavo potesse avere con il resto della società era quella col proprio padrone. Gli schiavi potevano essere uccisi quando non erano più idonei al lavoro, o quando diventavano troppo vecchi, o se insultavano qualcuno. Ad ogni modo gli schiavi avevano alcuni diritti: potevano mettere da parte dei beni e, con attenzione, potevano risparmiare abbastanza per riscattare la propria libertà, inoltre potevano sposarsi e gli era concessa vendetta se qualcuno avesse attentato alla virtù di sua moglie. Il figlio di una schiava era sempre uno schiavo, a prescindere da chi fosse suo padreIn generale gli schiavi erano considerati dei codardi che scappavano con facilità, stupidi e creduloni.

Vi era un florido commercio di schiavi, e la maggior parte di essi proveniva da razzie: venivano rapiti nei territori del Baltico Orientale, e dalle zone più frequentemente saccheggiate, tuttavia non era raro che i vichinghi schiavizzassero uomini e donne di altri territori di lingua e cultura norrena.

Gli schiavi erano necessari per gestire una fattoria: la loro presenza è ampiamente documentata sia nei casi di grandi tenute sia in piccole fattorie. Nella saga di Gunnar Keldugnùpsfìfls, la fattoria del protagonista contava dieci schiavi: s'è calcolato che tre fosse il numero minimo necessario a condurre una fattoria norvegese di dodici vacche e due cavalli.

In tutta la Scandinavia, il segno di riconoscimento di un thrall era il collare da schiavo attorno al collo, assieme ai capelli tagliati corti: in età cristiana, nessuna donna schiava non poteva far uscire i capelli dal fazzoletto che portava in testa.

Ad ogni modo, in Età vichinga non esisteva un'economia simile a quella schiavista americana o romana: gli schiavi generalmente lavoravano assieme a manovali pagati nelle fattori familiari, benché i lavori più pesanti venissero sempre assegnati a loro. La schiavitù è rimasta in uso anche in età cristiana, finendo fra il XII e il XIII secolo.

Gli uomini potevano acquistare schiave come concubine: la saga di Laxdæla narra di quando Höskuldur comprò la schiava Melkorka in Norvegia e la portò nella sua residenza in Islanda. Il prezzo tradizionale per uno schiavo uomo era di 12 once di argento, mentre una donna ne costava solo otto: il prezzo Melkorka era pari a 24 once, grossomodo il costo di tre vacche da latte.

Gli Esclusi:

Vi era una parte della popolazione che non rientrava in alcuna di queste tre classi sociali, questo perché vivevano ai margini della società sia per loro scelta o per punizione imposta dalla legge. In questa categoria vi erano mendicanti e vagabondi, maghi, streghe e profeti, oltre ai fuorilegge (come ad esempio i Berserk): questa gente era considerata poco più di animali, e potevano essere uccisi senza conseguenze legali.

Bibliografia:

http://www.hurstwic.com/history/articles/society/text/social_classes.htm

http://www.vikinganswerlady.com/thralls.shtml

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