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Aspetto estetico:

In base ai ritrovamenti l'altezza media andava da un minimo di 160 cm per le donne a 172 cm per gli uomini, fino a un massimo di 177 cm. In generale gli uomini e le donne di più alto ceto sociale risultavano anche più alti, grazie a un'alimentazione migliore. In base ai ritrovamenti è difficile distinguere gli scheletri maschili da quelli femminili in base alle ossa del cranio. Infatti i teschi femminili presentano un arco sopraccigliare sporgente quasi quanto quello maschile, mentre i teschi maschili presentano una mascella meno prominente e un arco sopraccigliare non troppo pronunciato. Nello stesso modo gli scheletri delle donne non sono di molto più piccoli rispetto a quelli degli uomini, presentano una struttura forte ed è difficile distinguerli senza ricorrere alla misurazione delle proporzioni delle ossa pelviche.

Igiene:

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Set per pulizia personale: pulisci orecchie, pulisci unghie e pinzette da appendere alla cintura

L’igiene personale è una caratteristica della popolazione vichinga.
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Un insieme di pettini in legno e osso.

Sia uomini che donne facevano uso di pettini di legno, osso o avorio (raro), set per la pulizia di unghie e orecchie, cioè stecchini dalle forme apposite di materiali comuni o preziosi. Sono state ritrovate anche pinzette di varie forme e misure, segno che la depilazione non doveva essere sconosciuta.


Acconciature femminili:

Dalle saghe e dalle raffigurazioni emerge, come tratto predominante della bellezza
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Acconciatura femminile, IX secolo.

femminile, che le chiome delle donne sono molto lunghe. Prima tra tutte la dea Sif è conosciuta anche con l’epiteto “dalla bella chioma” dove “bella”, nel testo originario, è indicato con una parola che ha lo stesso significato di “chiara o bionda”. Infatti Sif è conosciuta anche come la dea dai capelli d’oro. Nella tradizione si fa spesso riferimento al fatto che il dio Loki, per dispetto, tagliò la chioma di Sif la chioma di Sif ciò fece andare su tutte le furie il dio Thor, sposo della dea. Perciò una chioma lunga e curata era considerata di grande attrazione, soprattutto se bionda. La chioma lunga però è esclusiva di donne di buona famiglia, mentre le schiave o serve avevano capelli più corti, in segno del loro status.
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Figurine femminili, notare le acconciature (IX secolo).

Uno studio genetico ha stabilito che già all’epoca ci fosse una varietà nel colore dei capelli simile a quella odierna, ma i capelli rossi erano più frequenti nella popolazione danese e il biondo dei capelli era più chiaro nel nord della penisola scandinava. Il colore dei capelli veniva ulteriormente schiarito dall’uso di un sapone molto basico, igienico, dal momento che contrastava il proliferare di parassiti quali pidocchi, ma che aveva l’effetto di rendere ancora più biondi i capelli chiari e di schiarire anche i capelli scuri, donandogli riflessi rossi.

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Esempio di velo arrotolato e fissato con una spilla.

L’acconciatura più raffigurata è costituita da una coda molto alta e annodata sul capo. Il nodo è l’elemento di decorazione, mentre la lunghezza dei capelli ricade sulla schiena. Difficile capire come, tale acconciatura potesse resistere, forse con l’uso di nastri. Le donne nubili indossavano, sulle chiome sciolte, dei cerchietti (kransen) di passamaneria talvolta intessuta con fili d’oro. Tali ornamenti, così come i capelli sciolti, però, non facevano parte della vita quotidiana ed erano riservati a occasioni formali. In genere i capelli erano portati intrecciati.

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Esempio di velo annodato.

Non sono stati rinvenuti fermagli per capelli di alcun tipo, ma spilloni e piccole fibule erano utili a fermare il velo, che ha una sua utilità pratica per le donne di ogni classe sociale e probabilmente assume i connotati di copricapo pudico solo dopo la cristianizzazione e l’introduzione di costumi più aderenti alla morale cristiana, un fenomeno che fu lento e progressivo.


Trucchi:

Le donne, come gli uomini, avevano l’abitudine di usare una sorta di bistro. In particolare Ibrahim Al-Tartushi, un viaggiatore arabo che visitò Hedeby, un importante centro di commercio danese, nel 950, scrisse: “Hanno anche un cosmetico artificiale per gli occhi e quando qualcuno lo usa, uomo o donna, la sua bellezza è messa in risalto.” Si tratta di una tintura scura simile al kohl, una pasta ottenuta da polvere di antimonio, mandorle bruciate, rame ossidato, ocra, cenere e crisocolla. Era d’aiuto nel proteggere gli occhi dal riverbero del sole sulla neve.


Tatuaggi:

Non sono state trovate evidenze di tatuaggi femminili ma, se presenti, potevano essere simili a quelli maschili. Secondo alcune fonti nel nord est e nell'est europa era costume diffuso, per le donne, tatuarsi le mani con simboli di vario genere. Questa pratica potrebbe essere stata importata a seguito dei contatti con l'Islam e con l'oriente.


Bibliografia:

http://www.vikinganswerlady.com/hairstyl.shtml

http://en.natmus.dk/historical-knowledge/denmark/prehistoric-period-until-1050-ad/the-viking-age/the-people/appearance/

https://classesv2.yale.edu/access/content/user/haw6/Vikings/al-Tartushi.html

http://www.hurstwic.org/history/articles/daily_living/text/health_and_medicine.htm

Si ringrazia Cinzia (player di Ragnhild) per l'articolo

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