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Introduzione:

La Scandinavia ha sempre vantato una ben radicata tradizione di artigianato sul legno, dal momento che la sua superficie è parzialmente coperta da vaste foreste.

La falegnameria si riferisce a una vasta gamma di discipline: nell'età vichinga, il legno era utilizzato per la costruzione di case, navi e altre costruzioni, come per strutture relative alla raccolta di viveri e oggetti ad uso domestico. A una simile varietà di utilizzi corrisponde anche diversi registri stilistici.

Strumenti:

Mastermyr oggetti
Gli archeologi hanno rinvenuto una grande quantità di strumenti da falegname, come testimoniano i ritrovamenti di Mastermyr (Gotland), dove è stata portata alla luce un'intera cassa contenente sia strumenti da falegname che da fabbro, che vanno a sommarsi ai reperti legati a sepolture o ad ambienti domestici dove vi era un'attrezzatura per le riparazioni degli edifici.

Questi ritrovamenti archeologici confermano le immagini forniteci dalle fonti iconografiche come l'arazzo di Bayeux, dove nelle scene di costruzione navale vengono mostrati alcuni strumenti che ricalcano quelli scoperti a Mastermyr.

Asce:

Asciafal

Le tipologie di asce rinvenute a Mastermyr differiscono notevolmente da quelle impiegate a fini bellici, infatti queste sono utilizzate per abbattere alberi e spaccare i ceppi.

Scuri:

Sebbene si abbiano pochi rinvenimenti archeologici di scure, queste sono ben documentate nell'arazzo di Bayeux. Le scuri con penna a forma di “T” dovevano essere utilizzate per piallare le assi.

Azza

Scure

BayeauxTapestryAdzeUsedToSmoothTimber

Scena dell'arazzo di Bayeux: si noti l'utilizzo della scure

Seghe:

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Mastermyr42-Saw

Lo scavo di Mastermiyr ha portato alla luce due seghe e un seghetto a mano che potevano essere utilizzate per tagliare metallo e ossa. La tipologia delle seghe da legno non doveva essere diversa da queste e, probabilmente, esse erano simili a grandi coltelli seghettati.

Trapani:

SimpleSpoonAuger

Alcuni trapani avevano un'asola sull'estremità in cui si poteva inserire una maniglia lignea. Quelli rinvenuti a Mastermyr funzionavano tramite manovella, e la punta a cucchiaio era attaccata a una manovella che ruotava grazie a un meccanismo a croce.

Pialle e strumenti da modanatura:

Le pialle vengono utilizzate per lisciare il legno e renderne piana la superficie. Il falegname schiacciava la lama sul legno e lo raschiava fino a pareggiarlo: questo strumento poteva anche essere utilizzato per la creazione di ciotole in legno.

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Ricostruzione della pialla di Mastermyr

Gli strumenti da modanatura sono molto simili alle pialle, ma vengono utilizzati per realizzare delle incisioni nel legno, spesso presenti sul fasciame delle navi vichinghe

Scalpelli e incisori:

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Questi strumenti venivano utilizzati per scavare scanalature o per la realizzazione il sistema di incastri delle varie assi.

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Tipologia di rispa rinvenuta nella cassetta di Mastermyr

Lime e raspe:

Le raspe e le lime rinvenute nella cassa di Mastermyr sono state interpretate come strumenti per la lavorazione del ferro, ma non dovevano essere molto diverse da quelle impiegate nella falegnameria. Tutte sono dentellate in un lato e lisce sull'altro.

Pole Lathe:

Questo strumento è composto da un semplice tornio in legno che viene azionato da un pedale, la sua funzione è quella di fare ruotare il materiale, modellandolo nello stesso tempo.

PoleLathe

Pole Lathe

Il materiale viene posizionato fra due elementi metallici, uno dei quali è collegato al tornio. Una corda è legata al pezzo da lavoro, essa viene messa in moto dal pedale che, tramite il tornio, fa girare il materiale. Lo strumento, uno scalpello, è appoggiato sul supporto dell'utensile, con la punta in direzione del pezzo: con l'attivazione del pedale, la punta viene spinta verso il materiale, quando invece viene tolto il piede dal pedale, il pezzo ruota nel senso opposto e la punta viene allontanata dal pezzo.

Le testimonianze archeologiche riguardo questo strumento sono le produzioni realizzate col Pole Lathe, quali ciotole lignee tornite, rinvenuta in grande quantità nella regione dello Yorkshire.

Banchi da lavoro:

Utilizzati per piallare e levigare il legno, ci sono noti grazie a testimonianze dell'Europa medievale, ma dovevano essere presenti anche in età vichinga, come dimostra la parola norrena lokkar, presa in prestito dall'antico inglese e comparsa anche nelle saghe islandesi del X secolo.

Sistemi di chiusura:

La colla non si mantiene abbastanza a lungo per poter essere rinvenuta negli scavi archeologici, tuttavia essa era sicuramente nota in Europa durante l'età vichinga. Vi sono alcune testimonianze che ne suggeriscono la produzione e l'utilizzo come, per esempio, dei piccoli rotoli di corteccia di betulla trovati nelle fosse presso York si pensa fossero collegati all'utilizzo di colla.

Senza collanti, infatti, sarebbe stato impossibile realizzare molti manufatti complessi che sono stati rinvenuti in grande quantità e testimoniano l'elevata produzione di falegnameria dell'epoca vichinga.

Apertura a lingua e a solco: in questi è stato inciso un piccolo solco in uno dei lati, nel quale viene inserito un piccolo tenone (detto lingua). Un uso di questa tecnica appare nelle scatole incise provenienti da un sito vichingo in Irlanda, nel quale il coperchio scivola nei solchi incisi nel corpo della scatola.

Sistema con mortasa e tenone: quando un elemento quadrato o rettangolare viene inserito in un foro quadrato o rettangolare. E' l'esempio della cassa di Mastersmyr e delle doghe del letto di Oseberg.

Punta di tenone a incastro: in questo sistema di chiusura la mortasa viene tagliata fino ad entrare perfettamente nel pannello e il tenone si estende attraverso e fuori il lato opposto. Nel tenone vengono tagliate delle piccole aperture nelle quali vengono inseriti dei cunei o dei piccoli pioli per realizzare la chiusura. Un esempio noto di questo sistema è dato dalla sedia per bambini rinvenuta a Lund (Svezia).

Chiusure composite: un elemento comune nelle casse trapezoidali d'età vichinga era l'utilizzo di chiusure con solchi fra gli angoli e la fine della cassa. Come chiusura, in combinazione con pioli o chiodi di ferro, faceva si che i lati e le estremità si sostenessero vicendevolmente.

Chiusura a coda di rondine: richiedeva una particolare attenzione in fase preparativa e doveva essere realizzata solo dai falegnami più esperti, infatti era un sistema di chiusura particolarmente resistente. L'estremità del pezzo viene tagliata di modo da facilitare l'inserimento dell'altra parete che si andava a incastrare fra la dentellatura creata dal falegname. Un esempio di questo sistema di chiusura è dato dal telaio della nave di Oseberg.

Rifiniture:

Olio:

Quando il pezzo era stato realizzato, venivano utilizzati gli oli che servivano a irrobustire e a proteggere il prodotto finito. Molto frequente era l'impiego di olio di semi di lino e di olio di noce. In età vichinga si ritiene che il l'olio di lino fosse più frequente in quanto veniva praticata la coltivazione di tale pianta, tuttavia la sua lavorazione era diversa da quella odierna e non prevedeva l'ebollizione del prodotto né l'aggiunta di sali minerali che ne velocizzassero l'asciugatura. Teophilus (XI secolo) suggerisce di mescolare l'olio di lino con l'aggiunta di cinabro per produrre un olio rosso di migliore tenuta.

Vernice:

Le vernici vengono realizzate dalla combinazione di resina con un solvente come olio o alcol. In età vichinga è documentato l'uso di diverse vernici come l'ambra, la Venice Turpentine (resina di larice indurita), copale e sandracca. Tutte queste sono linfe cristallizzate o fossilizzate, ovviamente non tutte queste erano utilizzate in epoca vichinga, ma dovevano impiegarne di composti con proprietà simili.

Pittura:

Si sa molto poco delle pitture usate in età vichinga. Nero, rosso, giallo e marrone sono i colori più utilizzati per dipingere i vari artefatti vichinghi. La pittura veniva stesa sulle incisioni; la barra del timone della nave di Gokstad e le slitte di Oseberg sono alcuni esempi di opere di falegnameria dipinte. Generalmente gli oggetti venivano dipinti con una tinta chiara (bianco, giallo pulcino o giallo) e le lumeggiature venivano realizzate con il nero, il marrone e/o il rosso. Linee puntinate o tratteggiate, talvolta accoppiate con linee parallele, sono state trovate su altri reperti.

Sulla nave di Oseberg, come detto in precedenza, sono stati trovati oggetti dipinti e un buon numero di campionature di superfici dipinte.

Cera:

E' stato ipotizzato l'uso della cera sulle produzioni di falegnameria, tuttavia va tenuto in considerazione il fatto che le api non venissero allevate in tutto il mondo vichingo, essendo principalmente concentrate in Svezia e Inghilterra. Ad ogni modo la cera poteva essere ottenuta tramite commercio, ma questo ne avrebbe aumentato il costo, inducendo i falegnami a cercare una soluzione alternativa e più economica.

Prodotti finiti: la mobilia

Le tipologie più comuni di mobili erano le panche a muro che venivano impiegate in casa, formate da supporti lignei posati sulla pavimentazione, formando una stretta piattaforma rialzata lungo il perimetro della stanza.

Sono ovviamente noti altri tipi di mobilia, quelle più comuni sono scrigni e sgabelli: i primi spesso contavano l'aggiunta di lucchetti e chiavistelli, apparendo così molto simili a quelli attuali. La più grande concentrazione di mobilia a noi nota proviene dalle sepolture delle navi di Oseberg e Gokstad, del IX e X secolo.

Sedie e sgabelli:

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Sgabello proveniente da Lund, XI secolo

La maggior parte dei sedili aveva una forma a “D”, con una gamba per lato, disposte a formare un triangolo. Le sedie erano rare: generalmente appartenevano alle fasce più facoltose della popolazione e, dalla cristianizzazione della Scandinavia, si trovano impiegate soprattutto in contesti ecclesiastici.

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Cassapanca di Oseberg

Un ritrovamento inusuale dalla nave di Oseberg è una cassapanca. Sedili di questo tipo sono molto frequenti in contesti europei, ma questo è l'unico esempio noto dell'età vichinga: questo reperto presenta la particolarità della duplice funzione di contenitore e di sedile.

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Ricostruzione della sedia di Lund, XI secolo

Un'altra sedia arrivata fino a noi è stata rinvenuta a Lund, Svezia, e datata fra il 1000 e il 1050 d. C.: realizzata in legno di faggio, e tenuta assieme da un sistema a mortasa e tenone, assicurati da viti lignee. Sicuramente apparteneva a una persona di rango elevato, o molto ricca.

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Seggiolone per bambini, da Lund

Sempre a Lund è stato rinvenuto un seggiolone per bambini, datato al 1050, anche se ne rimane solo lo schienale. La ricostruzione che presentiamo a lato si basa sul confronto con i coevi seggioloni rinvenuti nel resto d'Europa..

Scrigni:

Gli scrigni erano una delle tipologie di mobili più diffuse nelle abitazioni vichinghe: sono stati rinvenuti in contesti funerari sia maschili che femminili, benchè generalmente ne rimangano solo le parti in metallo.

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La cassa di Mastermyr

La sepoltura di Oseberg includeva almeno tre scrigni, di cui uno è andato distrutto nei tempi antichi da dei tombaroli. Il primo scrigno è apparentemente semplice, ed è stato realizzato con sei tavole, come nello scrigno di Mästermyr, l'asse frontale e posteriore sono trapezoidali e sono rastremate verso l'alto. Lo scrigno era chiuso con una semplice serratura di ferro, simile a quelle dei moderni armadietti.

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Lo scrigno di Oseberg

Il secondo scrigno di Oseberg è molto simile al precedenti ed entrambi ricordano quello di Mästermyr. Questo mobile presenta un coperchio bombato, e una decorazione composta da undici bande verticali di ferro, ognuna delle quali fissata con dei chiodi. Il sistema di chiusura è più complicato del precedente, essendo composto da u n sostegno orizzontale su un lato, tre serrature e tre barre di metallo terminanti con protomi animali. Come lo scrigno di Mästermyr, anche questo conteneva strumenti.

Letti:

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Dettaglio del decoro del letto di Oseberg

I letti dell'età vichinga possono essere suddivisi in due principali categorie: free-standing e letti che hanno uno o più lati appoggiati al muro della stanza o a strutture nelle quali è inserito il mobile.

I letti costruiti in alcove vengono descritti nelle saghe come inseriti in degli armadi con porte che potevano essere chiuse. Alcuni scavi condotti in Islanda hanno portato alla luce tracce di una partizione dello spazio di una stanza, divisione che sembra indicare la presenza di un letto a muro. Letti attaccati alle pareti erano tipici delle fattorie scandinave fra XIV e XVI secolo, mentre dopo l'età vichinga non c'è più traccia di letti free-standing.

Ad ogni modo, i vichinghi erano viaggiatori, esploratori e colonizzatori, per questo non è sorprendente scoprire che i letti free-standing potevano essere spostati o spezzati per essere caricati su navi, come dimostrano i ritrovamenti sulle navi di Oseberg e Gokstad. Questa tipologia di letti può essere suddivisa in due categorie: letti di rango, con decorazioni e pitture, e letti semplici.

GokstadFourPostBed

Letto "free-standing" proveniente da Gokstad

Bibliografia:

http://www.vikinganswerlady.com/wood.shtml

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