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La donna e le arti magiche:

La pratica della magia da parte delle donne era accettata e rispettata nella comunità norrena, dal momento che era considerata un'arte femminile: circa nel corso del secolo XI, con la cristianizzazione della Scandinavia, questo rispetto è gradualmente venuto meno.

Lo spazio domestico era considerato di competenza femminile e, pertanto, la stessa pratica della magia rientrava all'interno del ruolo della donna, non è un caso che nell'epoca vichinga le arti magiche erano spesso poste in relazione con le attività di sartoria dove le donne tessevano fili e incantesimi nelle vesti dei propri familiari.

Ad ogni modo, come nella cultura contadina italiana si parla di magia bianca e magia nera, anche la tradizione norrena presentava una categorizzazione delle tipologie di magia.

Seithr:

Spesso tradotto con "stregoneria", questo termine comprende un'ampia gamma di diverse interpretazioni che variano dallo sciamanesimo e, quindi, le magie spiritiche in generale, alle capacità oracolari, alla possessione divina, e include anche la capacità di cambiare il tempo o di controllare gli animali e, ovviamente, il controllo della magia "nera".

La caratteristica principale della seithr era il suo agire tramite illusioni, influenzando così la mente e la psiche delle persone (o degli animali).

Le donne praticanti questa forma di magia erano note come seithkonur (cioè mogli della seithr, sing. seithkona), mentre gli uomini erano chiamati seithmenn (uomini della seith, sing. seithman).

La seithr era un'arte che veniva praticata in solitudine, senza il supporto di alcuna congrega, tuttavia le saghe riportano alcuni rarissimi esempi in cui questa magia viene officiata da nuclei familiari.

Spà:

Nota anche in Scozia e nelle terre del Danelaw, col termine spà si intende la capacità di determinare la legge del destino (ørlög). Questa tipologia magica vanta degli esempi ben noti in ambito religioso e letterario, vale a dire le Tre Streghe incontrate da MacBeth nell'omonima tragedia di Shakespeare chiaramente ispirate alle Norne della tradizione norrena; secondo l'Edda, la moglie di Thor, Sif, si dice sia in un certo qual modo una spàkona.

Nella categorie della Spà si inseriscono anche le profetesse note come völva che, circa, corrispondono alle sibille romane: secondo Tacito, infatti, queste donne ricoprivano un importante ruolo nelle tribù germaniche dove venivano considerate sacre e spesso onorate come vere e proprie dee. Nelle saghe incontriamo Frigga che vanta la capacità di conoscere il fato di chiunque (ma, d'altra parte, rifiuta sempre di rivelarlo). La caratterista principale della völva è l'utilizzo di un bastone magico dalla cui radice, fra l'altro, deriva il nome.

Galdr:

Questa forma di magia è legata al suono, infatti il potere dipende dalla formula pronunciata dal mago (generalmente di sesso maschile).

Magia runica:

La magia runica era prevalentemente praticata dagli uomini, tuttavia è noto che alcune donne avessero una conoscenza delle rune. In numerose saghe si accenna a questo tipo di magia, come nella saga di Grettir, dove si racconta di Thurid (una donna) che incide delle rune sul tronco di un albero in un punto dove esso presentava una bruciatura: dopo aver inciso le rune, le sporca col proprio sangue borbottando alcune formule, a questo punto la donna comincia a camminare attorno all'albero in senso antiorario, pronunciando con forza alcune formule magiche. Infine spinge l'albero in mare e rivela che Gettir sarà privato di tutta la sua forza fisica.

La magia e la pratica dell'ebollizione:

Secondo alcuni studiosi, la parola seithr è legata al vocabolo moderno "seethe" e deriva dalla pratica di far bollire l'acqua di mare per ottenere il sale, e in tempi recenti pare che questa parola abbia un collegamento con l'incantesimo delle tre streghe nel MacBeth, dove si può ben vedere il riferimento al ribollire del calderone:

"Double, double toil and trouble;
Fire burn, and cauldron bubble."

Macbeth - IV Sc. 1

Altri elementi che sottolineano questo collegamento si ritrovano nella letteratura scandinava, precisamente nella Voluspà:

“Lei ricorda la guerra

prima nel mondo,

quando loro tessevano enigmi

e la bruciavano per tre volte,

Gullveig stringeva la lancia

quando la bruciavano per la terza volta

ma lei continuava a vivere.

Nella sala di Har,

spesso la chiamavano Heith

una völva abile nell'uso della spà

lavorava come seithr quando poteva

e ne era sempre lieta:

in ogni casa che visitava

lei incantava i pali;

per mezzo della magia seithr lei giocava

con le menti delle donne malvagie.”

-Voluspà-

Gullveig, la misteriosa strega-seithr che viene spesso identificata con Freyja, si traduce letteralmente con "oro - intossicazione", e l'atto di arderla per tre volte viene considerato da alcuni studiosi come un procedimento alchemico.

In altre saghe pare che la capacità di mescere pozioni e veleni rientri fra le caratteristiche della seithr, in particolare si riconduce loro l'abilità di creare pozioni che causino dimenticanze o cancellino addirittura la memoria. Nella Sörla þattr, Freyja assume le sembianze di una donna di nome Gondul e offre a re Hethin un corno colmo di birra incantata che gli cancella il ricordo della sua amicizia con re Hogni, provocando così una sanguinosa guerra che Odino aveva stabilito come prezzo per farle riavere la sua collana: Brisìngamen.

Allo stesso modo, nella Saga dei Volsunghi, Grimilde offre a Sigurd una pozione che gli cancella il ricordo di Brunilde e di sua moglie Borghilde, e sollecita il suo figliastro Sinfjotli a bere birra avvelenata da un corno.

La mente, le percezioni e la seithr:

L'uso della seithr per manipolare la mente, cancellando il ricordo, creando delusione o paura viene chiamato sjònhverfing e condiziona la mente umana impedendo alla vittima di distinguere la verità dall'illusione. Il ruolo della magia sethr in questo campo d'azione è ben documentato nelle saghe: parte di questo potere può essere ricondotto all'ipnosi.

Nella saga di Eyrbyggja, una donna chiamata Katla, abile nella seithr, vuole salvare suo figlio Odd da degli uomini che volevano ucciderlo: non appena questi si avvicinano alla casa, la donna dice al siglio di sedersi di fianco a lei senza muoversi mentre lei avvolge il filato sul fuso. Anrkell e i suoi cercano per la casa ma non vedono niente eccetto Katla e la conocchia. Tornano una seconda volta, Katla stava pettinando i capelli di Odd, ma loro vedevano una donna strigliare una capra. La terza volta, Odd stava per terra su un mucchio di cenere e loro pensarono che a dormire non fosse un uomo ma un maiale. Ogni volta che abbandonavano la casa, essi realizzavano di essere stati ingannati: era come se "una pelle di capra avvolgesse le loro teste". Infine Gerrithr, un'altra donna abile a praticare la seithr e rivale di Katla si aggrega agli uomini per aiutarli a rompere l'incantesimo: quando Katla la vide avvolta nella sua cappa blu, realizzò che il suo incantamento non era più valido, quindi provò a nascondere Odd con un altro incantesimo, ma Gerrithr avvolse la testa di Katla in una borsa in pelle di foca , negando così la nuova magia. Katla e Odd furono catturati e uccisi.

Un passaggio essenziale di questa tecnica pare essere l'avvolgere la testa della vittima con una pelle di capra (Reykdoela saga) o quella della strega (Njàls saga). Una magia collegata ad essa è il hulithshjàlmr, l'elmo dell'invisibilità: il metodo per invocare questo potere varia dal porre le mani sulla testa della persona da cui ci si vuole nascondere a lasciare polveri magine sopra di loro. In altre fonti, bastava indossare un particolare pezzo di legno per ottenere l'invisibilità.

Talvolta l'incantatore seguiva un particolare rituale che prevedeva il chinarsi e mettersi la testa fra le ginocchia, spesso mentre si strofinava i lobi delle orecchie, esso poteva essere usato per lanciare un incantesimo, per spezzarne uno, per rendere smussata una lama, per causare una scossa di terremoto o per invocare una visione divina:

Il Seithr poteva anche essere usata per causare impotenza maschile: secondo alcuni studiosi, Heithr attua un incantamento d'un fallo, alludendo a una possibile interpretazione della parola "bacchetta magica" come se fosse un pene. Basandoci sugli indovinelli Anglosassoni, spesso ci si riferisce alla chiave come al membro maschile e alla serratura come alla vulva: è opinione diffusa che le chiavi indossate come pendagli dalle donne non fossero solo funzionali ma avessero anche un significato magico, simboleggiando non solo il controllo della casa ma anche della virtù del proprio marito. Probabilmente alcune chiavi potevano essere usate per lanciare particolari incantesimi, la regina Gunnhildr di Norvegia, nota strega abile nella magia seithr, era adirata con il suo favorito, Hrùtr, che voleva tornare in Islanda fra le braccia di un'altra donna, per cui lo punì utilizzando la magia:

"Voglio darti questo bracciale d'oro. Io posso esercitare su di te un potere che neanche immagini: infatti ti ho lanciato addosso un incantesimo che ti impedisce di godere della donna a cui hai donato il cuore. Potrai trovare piacere con qualsiasi altra donna, ma non con lei, e adesso tu soffrirai quando soffro io da quando hai deciso di abbandonarmi."

Seithr sciamanica:

Un'altra interessante interpretazione della parola seithr la vede collegata al verbo "sedersi", in quanto alcune fonti citano un seithr-hjàllr, vale a dire un alto scranno o un palco su cui l'incantatore si sedeva per praticare la propria arte magica, come testimoniato nella saga di Erik il Rosso:

"C'era una donna di nome Thorbjorg, lei era una conoscitrice della spà ed era chiamata Piccola Völva, e anche tutte le sue nove sorelle erano state abili nella stessa arte magica, ma solo lei era sopravvissuta: era abitudine di Thorbjorg andare a dei banchetti durante l'inverno e molti uomini si recavano da lei per domandarle riguardo il loro fato o sul prossimo raccolto. Quando la invitavano nelle proprie dimore, veniva accolta con tutti gli onori e le veniva offerto un alto scranno con un morbido cuscino; il suo abbigliamento era caratterizzato da un manto blu con un cappuccio in pelle di agnello, guanti foderati in pelliccia di gatto."

Ogni elemento dell'abbigliamento della Völva si collega a particolari aspetti della religione norrena, come la pelliccia di gatto che richiama la dea Freyja, il manto è invece blu, colore della morte evidentemente connesso con la dea Hel e diversi studiosi ritengono che la Völva ottenesse le proprie risposte dal mondo dei morti, e che fossero proprio loro a ispirarne la saggezza.

La profetessa è chiamata Völva fintanto che vaticinava, mentre le mogli di spà erano costantemente in contatto con gli spiriti ai quali si congiungevano tramite particolari canti e, sempre con loro, conversava solo quando sedeva sul suo alto scranno. Questa tipologia magica si ricollega facilmente ai riti sciamanici del popolo Saami, ma se i riti dei Saami dipendevano dall'uso d'un particolare tamburo, quelli norreni si basavano su un canto, il Varðlokur, probabilmente accompagnato dal battere ritmico d'un bastone sul pavimento.

La Seithr era un'arte magica tipicamente femminile ma, non per questo, essa era preclusa agli uomini: un uomo che avessa appreso la seithr avrebbero però perso la propria virilità (non in senso fisico), trovandosi incline a ricoprire sessualmente il ruolo della donna e, quindi, sarebbe stato bollato come omosessuale dall'intera comunità.

Un'altra particolarità della magia sciamanica è la capacità di abbandonare il proprio corpo per possedere quello di un animale, in questo caso però sembra che questa capacità sia qualcosa di innato (un po' come il metamorfismo nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco) che veniva poi perfezionato col tempo e la pratica. Questa magia sciamanica è chiamata  Mara, e poteva manifestarsi anche tramite incubi che colpivano le vittime designate, di modo da indebolirne la volontà prima di impossessarsi del loro corpo.

Secondo le saghe, l'unico modo di perfezionare questa pratica magica era per mezzo dell'aiuto d'uno stregone Saami, proprio a loro veniva riconosciuto anche il potere di evocare tempeste o di controllare gli agenti atmosferici.


La Magia e l'ambiente familiare:

Le attività domestiche, in special modo la filatura, sono strettamente legate alla magia, soprattutto se pensiamo alle Norne che filano il destino di ogni uomo. Inoltre, presso i popoli nordici, era opinione diffusa che le dee, a Midwinter, controllassero i telai e le fusaiole delle donne, ricompensando quelle più industriose con una buona sorte e punendo con un marchio di sfortuna le filatrici più pigre.

L'immagine della Bella Addormentata, il cui destino viene alterato da un fuso affonda le proprie radici nel mondo norreno, dove al settimo mese di gravidanza si svolgeva un rituale che prevedeva il pungere un dito della donna incinta e di tracciare simboli protettivi su una tavola di legno che veniva poi avvolta da tre bende di lino rispettivamente tinte di rosso, nero e bianco. La tavola veniva bruciata e le sue ceneri mischiate con idromele e birra. Si bruciava quindi un ramoscello, e con esso si dava fuoco alle tre strisce di lino per la lunghezza di circa 7,5 cm e si gettavano poi in un calderone dove venivano lasciate bollire in acqua salata e, in seguito, lasciate asciugare per tre giorni sul ramo di un albero, in una foresta. Queste bende venivano poi avvolte in un panno di lino e tenute al sicuro fino al giorno del parto: nella fascia bianca si avvolgeva il cordone ombelicare, quella rosse veniva annodata attorno al polso del neonato come amuleto protettivo, mentre quella nera (simboleggiante la morte) veniva bruciata e le sue ceneri sepolte.


Le tombe femminili dei popoli germanici nell'Europa Continentale e quelle degli Anglosassoni e del Danelaw spesso presentano un cristallo piatto e pentagonale con grandi fori che sono stati interpretati come oggetti da tessitura. Questi spindle whorl fornivano un luminoso arcobaleno di colori, agendo come un prisma quando colpiti dalla luce del sole. Questi oggetti, realizzati in ambra o in jet, sono stati rinvenuti anche in contesti scandinavi. Jet, anche detta ambra nera, era sacra alla dea Freyja, proprio come l'ambra autentica, e veniva spesso usata per amuleti. Quale strumento poteva essere più adatto a “filare un incantesimo” se non un fuso magico realizzato in un scintillante cristallo e sacro a una dea?

La magia non solo poteva essere “filata”, ma poteva anche essere intessuta in un abito. L'esempio migliore viene dalla saga delle Orcadi, dove Helga e sua sorella Frakkok cuciono una casacca di lino bianco, decorata con inserti dorati e impregnata anche di veleno o magia della morte, cucita apposta per il fratello dello Jarl, Paul. Il figlio di Helga, Jarl Harald delle Orcadi, trova la casacca e la vuole tenere per sé, ma:

"...le donne provarono a togliergli bruscamente il berretto, strappandogli molti capelli e gli dissero che se l'avesse indossato un'altra volta sarebbe morto. Benché lu fosse ferito, riuscì ad opporsi e presto il cappello si radicò nella sua testa, la sua pelle iniziò a vibrare e lui soffrì un dolore terribile. Si sentì debole, quindi si coricò e morì."

-Saga degli uomini delle Orcadi-


Cucire delle magie poteva essere utilizzato per aiutare così come per danneggiare. Spesso, negli indovinelli, le casacche sono collegate magicamente a degli incantesimi di protezione. Queste casacche sono chiamate gørningstakkr o casacca della strega, e un esempio può essere rintracciato nella saga di Eyrbyggja, dove Katla tesse una casacca a prova di ferita per suo figlio Odd, o nella saga di Vatnsdoela, dove Ljòt ne cuce un'altra per suo figlio Hrolleifr, così come in molti altri racconti della letteratura norrena. Questa pratica è ben nota anche nei runos finlandesi, dove una madre cuce una casacca magica che protegge dalle temute armi in ferro.Un celebre tipo di tessitura utilizzata per le protezioni era lo stendardo col corvo: questi stendardi si dice fossero stato trasportati dai danesi quando attaccavano il Belgio e la Francia settentrionale fra il IX e il X secolo, così come dai vichinghi agli ordini di Sigifrid nelle isole inglesi nel 878, e nei manoscritti islandesi del XII e XIII secolo: in quest'ultimo caso si trovano connessioni fra questo stendardo e Sigurdr Hlöðvisson Dyri, Jarl delle Orcadi, o con Re Harald di Norvegia. In ciascuna di queste fonti, lo stendardo ha il potere di spaventare foemen; il terreno in cui esso viene conficcato diventa bianco per poi tingersi di nero quando la battaglia ha inizio, o la figura d'un corvo nero in volo appare su una white fabric, che è stata vista magicamente sbattere le ali. Lo stendardo magico viene spesso cucito dalla madre o dalla sorella del guerriero in questione, con la magia cucita nella fabric elaborata per proteggere il figlio o un fratello. La vittoria era sempre assicurata all'uomo che portava lo stendardo ma la vittoria poteva spesso richiedere la morte in battaglia dell'alfiere (Saga degli uomini delle Orcadi).

Autori cristiani si stagliarono contro questo tipo di magia femminile: Eligius di Noyon predicò che una donna non doveva "pronunciare il nome di persone quando era al telaio, nè quando tingeva, nè in nessun'altra attività legata alla sartoria", mentre il Correttore di Burchard di Worms (1010 circa) sancisce la seguente pena per la tessitura magica:


Chiunque è stato presente o ha consentito le vanità prodotte dalle donne nei loro lavori di tessitura e cardatura, quando loro cominciano a tessere la speranza di essere in grado di prendere la vita di qualcuno tramite incantesimi, le loro azioni portano all'intrecciarsi della trama della tessitura con il controllo della vittima, è consapevole che questi incantesimi diabolici possono essere contrastati solo con la morte? Se sei stato presente o hai permesso queste opere, sarai punito con trenta giorni di pane e acqua (Meaney, 185)


I colori rosso e blu erano considerati pregni di significato magico e i vestiti di queste tinte erano più costosi perché impregnati di infusi medici. La parola teafor (Old English) significa “magico” ed è relazionata a quella norrena taufr, utilizzata per indicare un amuleto o un talismano, ed entrambe derivano dalla parola “rosso” dell'antico germanico. Il filo rosso era infatti usato nella medicina norrena per suturare l'ombelico del neonato o per chiudere sacchi di erbe assegnate a un malato per incoraggiare la cura magica.

Magia e cura:

Nelle società pagane, la magia non era utilizzata solo per la cura delle malattie fisiche, ma era considerata lo strumento primario per curare quelle mentali. Dall'Islanda ci sono noti numerosi amuleti e pietre curative appartenenti a guaritrici. La legge Gràgàs sancisce:

La gente non deve avere a che fare con pietre né riempirle con potere magico con l'idea di collegarle ad altre persone o al bestiame. Chiunque riponga fiducia in queste pietre per curare la propria salute o per il bestiame, la pena sarà poco inferiore all'esilio.”

Altre fonti menzionano pietre della vita, pietre guaritrici, pietre che facilitano il parto, pietre che fermano le emorragie, pietre che permettono l'invisibilità e altre che esaudiscono desideri.L'imposizione delle mani era nota alle donne scandinave come una tecnica magica, e di solito questa forma di diagnosi veniva compiuta dalla madre degli uomini, la quale era solita porre le mani su tutti i suoi figli prima di una battaglia e scoprire così chi sarebbe stato ferito e quante ferite avrebbe ricevuto.


Donne e magia nel Danelaw:

Nell'Inghilterra Anglosassone fra il IX e X secolo è presente una forte tradizione di donne praticanti arti magiche pagane. Questa connessione del Danelaw con la Scandinavia ha permesso la preservazione di tali pratiche di paganesimo più che in altre parti dell'Inghilterra. Si parla di donne che sono wyrtgælstra, che cantano galdor sopra le erbe medicinali. Uomini di fede denunciano la pratica femminile di preparare filtri d'amore:

“Le donne diffondono preparazioni che riguardano l'amore di un uomo, che prevedono di dargli da bere o mangiare qualcosa o di fargli indossare indumenti o oggetti incantati da un galdor di ogni modo.”

Aelfric si scaglia contro quelle donne che insegnano l'adorazione di alberi, pietre e pozzi, che mescolano pozioni d'amore e interpretano i sogni. La magia malvagia viene evocata conficcando spilli in ferro su delle immagini, arrecando così danno alla persona raffigurata nell'immagine (in un modo non troppo diverso dalla famosa bambola voodoo):

“una vedova e suo figlio avevano precedentemente perso le proprie terre perché piantavano spilli su una figura di Aelsie, padre di Wulfstan.”


La moglie spà viene citata persino nella legge cristiana dell'Inghilterra Anglosassone:

Se una donna fa profezie o incantesimi con significati diabolici, sarà punita per un anno o 40 messe e 40 giorni di punizione in proporzione alla sua colpa.”

La Magia nel mondo cristiano:

Benchè le leggi cristiane si opponessero fermamente ad ogni pratica magica di origine pagana (si arriverà, in seguito, alla famosa caccia alle streghe), i codici della Scandinavia medievale presentano numerosi riferimenti alla magia di cui sono impregnate persino le saghe dei santi, dove talvolta queste pratiche assumono una connotazione negativa poiché ispirate dal demonio, ma talvolta provengono invece direttamente da Dio e sono quindi "buone" (si può, con la cristianizzazione, iniziare a parlare di "magia bianca e magia nera" che, probabilmente, nel mondo scandinavo era chiamata rispettivamente "magia rossa e magia blu").

Nella saga di San Pietro, l'antagonista dell'apostolo è Simon Magus, un uomo il cui potere deriva da Satana stesso e gli permette di volare, sciogliere nodi, diventare invisibile, animare statue, prevedere il futuro, cambiare forma, e fingere la propria morte. E' interessante, in tale racconto, vedere come la pratica magica non venga utilizzata realmente per arrecare danni fisici alle persone, quanto piuttosto per convincerle ad abbandonare la fede cristiana e seguire le false credenze.

Anche la saga di San Giacomo presenta la figura di un mago (questa volta si chiama Ermogene): quest'uomo rinuncia alla fede in Cristo e utilizza le proprie arti occulte per richiamare demoni dagli inferi. Nel corso del saga, tuttavia, si scopre che non è il mago ad avere il reale potere di compiere questa evocazione, ma che è Satana stesso a impossessarsi di Ermogene, agendo tramite il fiolkyngesboc (cioè un libro di incantesimi). La magia, in questa saga, si profila come un'illusione, ma se Simon Magus illudeva la gente per convertirla al suo falso credo, Ermogene si colloca in modo diverso, profilandosi lui stesso come la prima vittima dell'illusione demoniaca, essendo convinto di possedere dei poteri che, invece, dipendono unicamente dal libro.

La saga di San Matteo è strutturata sul confronto fra l'apostolo, un fiolkungir e un galldramenn (che possiamo rozzamente tradurre entrambi come sinonimi di mago) il primo capace di evocare draghi e serpenti e il secondo abile a curarne i morsi mediante la magia demoniaca. Vediamo, in questo caso, riproporsi una capacità collegata alla cura e molto vicina alla resurrezione magica (concetto cardine del Cristianesimo) che fa profilare i maghi come degli "anti-Cristo", che arrivano persino ad autoconvincersi di essere manifestazioni del figlio di Dio.

L'ultimo esempio presentato è la saga di Sant'Andrea, dove un certo Exuus è l'unico cristiano della propria famiglia e, poiché i propri parenti non riuscivano a riconvertirlo, decidono di dargli fuoco mentre dorme: durante l'incendio, Exuus si sveglia, recita una formula sopra un catino contente dell'acqua che, poi, viene usato per spegnere il fuoco. Con una sola secchiata d'acqua, vengono domate le fiamme che stavano bruciando l'intera casa.

Per concludere, la magia non viene vista come qualcosa di interamente negativo neanche nel mondo cristiano (benché Sant'Agostino avesse condannato come diaboliche tutte le pratiche magiche) ma, potremmo dire con una certa ipocrisia, la "negatività" della magia dipende da chi la esercita: se un pagano è solo una pedina nelle mani del demonio, un cristiano può esercitare invece la volontà di Dio e rendersi autore di un vero e proprio miracolo.


Bibliografia:

Viking Answer Lady (http://www.vikinganswerlady.com/seidhr.shtml)

Meylan, N., Magic and Discourses of Magic in the Old Norse Sagas of the Apostles

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