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Introduzione:

Le saghe presentano la figura della Skjaldmær (shieldmaiden), cioè la fanciulla che vota la sua esistenza all'arte bellica: i riferimenti più noti sono presenti nel Gesta Danorum di Saxo Grammaticus e nella Saga dei Volsunghi dove la figura di Brunilde incarna perfettamente la vergine guerriera.
In una società come quella vichinga, effettivamente, la donna godeva di numerose libertà, ed è per questo che s'è cercato di trovare il fondo di verità che giace sotto le leggende norrene e le distorsioni cinematografiche.

Lagertha

Lagertha, la più famosa shieldmaiden della serie tv Vikings.

Nella seconda migrazione norrena in Gran Bretagna (890 d. C.) abbiamo la prima attestazione di donne coinvolte in questo viaggio, come dimostra la cronaca della cattura del re Haesten e di sua moglie, sconfitti sul campo e condotti in catene a Londra.
Inoltre, come vedremo in seguito, l'archeologia ha rivelato diverse sepolture femminili in terra inglese a indicare come non fossero solo i guerrieri a riversarsi sulle coste britanniche, ma anche donne (probabilmente le loro mogli), questo spostamento di nuclei familiari spiega il perché la fusione fra sassoni e norreni, popoli peraltro molto simili, procede molto lentamente.

Donne potenti:

Il Domesday Book, redatto nel 1086 per volere di Guglielmo il Conquistatore, cita la presenza di oltre 400 abitati in terra inglese ancora governati da nobili norreni e 21 insediamenti retti da donne scandinave; un'altra testimonianza interessante è data da una serie di sepolture che presentano un correndo insolitamente misto di elementi maschili (la spada) e femminili (gioielli), che esami osteologici hanno dimostrato trattarsi di sepolture femminili.

Le donne nordiche avevano un diverso potere rispetto agli uomini, occupandosi della gestione della casa e, spesso, trovandosi a governare quando il marito era lontano dalle sue terre (come dimostra il caso della regina Tyra, la quale rimase vedova ben tre volte e regnò sulla Svezia per un breve periodo dopo la dipartita del primo marito). Tuttavia le leggi norrene erano molto severe sul ruolo della donna: il codice Gràgàs (raccolta di leggi norrene fra il 930 e il 1262) vietava che le donne assumessero l'aspetto di uomini, tagliandosi capelli o maneggiando armi, e soprattutto sanciva che le donne non dovevano commerciare.

Female Burial

Ricostruzione di una sepoltura femminile di rango.

Ad ogni modo queste leggi non erano così ferree come possono sembrare, infatti le eccezioni sono frequenti come l'archeologia ha ampiamente dimostrato con grandi rinvenimenti come la nave di Oseberg, la quale presenta la sepoltura d'una donna nel cui corredo si trovano delle scaglie di metallo e altri oggetti di valore, probabilmente ottenuti tramite razzie. Le prime ricerche hanno condotto gli studiosi a ipotizzare che la donna sepolta fosse una mercante, tuttavia la presenza di numerosi strumenti legati alla tessitura ha condotto alla conclusione che la donna di Oseberg fosse diventata ricca e importante grazie alla produzione tessile, una sorta di monopolio delle produzioni di abiti presso la sua comunità. Questo caso mostrerebbe una possibile scappatoia dalla legge norrena, per cui la donna si occupava di commercio senza lasciare i confini del villaggio, svolgendo anzi un'attività virtuosa presso la comunità femminile.

Runestone

La pietra runica di Odendisa

Simili al caso di Oseberg sono le sei sepolture femminili di Kaupang, poste in posizione primaria rispetto quelle dei mariti: i tumuli in questione, per dimensioni pari a quelli maschili, sono però differenziati da un punto di vista strutturale, presentando una pianta rettangolare anziché circolare. Anche a Kaupang pare che le defunte si occupassero di commercio, a valutare dalla grande ricchezza dei corredi, e che la loro attività fosse più redditizia e ben considerata di quella dei mariti: l'assenza di bilance e il ritrovamento di utensili da tessitura hanno creato un collegamento fra queste sepolture e quella precedentemente presentata.

L'ultimo esempio che andiamo ad analizzare prima di giungere alle conclusioni, è quello fornitoci dalla pietra runica di Odendisa, fatta erigere da due uomini (il fratello e il marito della defunta) e presenta appunto l'epitaffio d'una donna. E' interessante notare come il testo epigrafico reciti “Lei dirigeva la fattoria” a indicare che le donne avevano gli stessi diritti ereditari degli uomini per quanto riguarda il possesso terriero.

Conclusioni:

In conclusione vorrei presentare l'unica saga norrena che possiamo lontanamente considerare coerente con l'epoca norrena: la saga di Hervor dove alla donna, appunto Hervor, viene vietato l'esercizio dell'asta e, nel momento in cui decide di andare a rivendicare la spada di suo padre, è costretta a vestirsi da uomo, a rinunciare alla propria appartenenza alla società.
Quindi com'era il rapporto fra la donna norrena e l'esercizio bellico?
Possiamo dire che, in una società dove gli uomini erano spesso lontani da casa, le donne dovevano talvolta provvedere alla difesa della fattoria (o di loro stesse) ma una donna che faceva del mestiere delle armi la propria arte non era solo mal vista dalla comunità ma anche bandita da essa: era una reietta, un po' come i berserkr ma senza la grande fama di “pericolosità” di cui godevano quest'ultimi.
Vedo difficile immaginare donne che si travestono da uomo e partono per la guerra, soprattutto per il fatto che queste non ricevevano un'istruzione militare (nessun padre si sarebbe vantato di una figlia istruita a combattere, visto che la legge vietava tale esercizio alle donne) e avevano una diversa capacità fisica rispetto agli uomini (solo che vogare su una drakkar e tirarla in secca doveva essere una fatica non indifferente). Ad ogni modo, i numerosi rimandi storici e il fatto che la legge islandese specifichi che fosse vietato alle donne d'indossare vesti maschili e tagliarsi i capelli corti significa che dovevano esserci sporadici casi di donne guerriere, le quali vivevano ai margini della società senza più legami con la propria sippe di appartenenza.


Bibliografia:

http://vikingburials3589.blogspot.it/2012/...-in-viking.html http://bonesdontlie.wordpress.com/2011/07/...n-of-the-bones/

Saga di Hervor

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